Colpo di stato in Perù.
Destituito il Presidente Castillo, legittimamente eletto dal popolo.
Dal canale telegram in lingua russa di Oleg Jasinskij, giornalista, intellettuale ed esperto di America Latina:
https://t.me/olegyasynsky
Mercoledi 7 Dicembre 2022, è avvenuto in Perù un colpo di Stato che ha
destituito Pedro Castillo, il Presidente legittimamente eletto dal
popolo.
A prescindere dalle divergenti opinioni sulla persona di Castillo, si tratta
del Presidente del Perù legittimamente eletto dal popolo e la sua destituzione
è un crimine di Stato in cui sono coinvolti il Congresso, i partiti politici,
le élite economiche, l'oligarchia locale e alcune superpotenze straniere. Gli
USA si sono precipitati a riconoscere il nuovo potere peruviano, rappresentato
da Dina Boluarte, un'opportunista della destra e persona priva di opinioni
proprie.
A compendio della descrizione dell'attuale situazione, per delineare
sinteticamente il panorama del Perù, riporto qualche riga di un amico peruviano
che ben conosce quali intrighi avvengano dietro le quinte:
“L'attuale Presidente del Congresso è un ex militare che, durante i vent'anni
della guerra civile, si è occupato di ammazzare i contadini. Il Procuratore
Generale del Paese è un esponente della mafia che difende i narcotrafficanti.
La mia patria è stata definitivamente trasformata in un Narcostato».
Un paio di settimane fa, a Lima si erano recati i rappresentanti di
un'organizzazione degli Stati Uniti d'America (e della CIA), evidentemente per
verificare gli ultimi dettagli.
Il nostro punto di vista
L'intervento
dei militari e il colpo di stato promosso dalle opposizioni di destra sarebbe
giustifiato per lo scioglimento del Parlamento, attuato dal Presidente
Castillo, per indire nuove elezioni, visto la grave crisi sociale e politica
che sta attraversando il paese e per le profonde divisioni politiche dentro e fuori
della compagine governativa. Con lo scioglimento del Parlamento, ingiustificato
per le opposizioni di destra, Castillo, secondo le opposizioni, avrebbe tentato
un golpe, mentre invece i veri golpisti sono le opposizioni che, con la
complicità delle alte sfere militari e della polizia ,hanno attuato proprio
loro un golpe, destituendo il Presidente Castillo e messo in prigione. Ciò ha
scatenato nel paese feroci proteste e manifestazioni delle sinistre peruviane
che ha dato vita a scontri con militanti delle destre e con le forze
dell'ordine e ha gettato il paese nel caos più totale. A nulla sono valse
le parole di pacificazione della neo proclamata Presidente che, a reti
televisive unificate, ha chiamato il paese alla calma. Il Perù sta vivendo momenti
molto drammatici, mentre da Agosto scorso ha ripreso ad agire in grande stile
la guerriglia senderista, che si fronteggia con morti e feriti contro
l'esercito peruviano. Gli Usa temono il ritorno dei senderisti che possano
unirsi con forze della sinIstra, che sino ad oggi sostenevano Castillo,
dall'altra vogliono evitare che ii Peru, paese ricco di risorse naturali
con un governo di sinistra, come quello di Castillo, possa allearsi con il
Brasile di Lula e possa quindi far parte dei Brics, sottraendo ricche risorse
alla egemonia statunitense e sottrarre la parte più ricca del sud America al
controlli Usa. In questa chiave va letto il golpe in Perù.
Circolo Culturale Proletario di Genova
10 dicembre 2022